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Liquirizia e cuoio capelluto: perché questa radice può diventare un alleato della salute dei capelli

Quando sentiamo parlare di liquirizia, la prima immagine che ci viene in mente è spesso quella di una caramella dal sapore intenso e inconfondibile. Eppure, dietro questa pianta si nasconde una delle sostanze più interessanti utilizzate oggi nella cosmesi dedicata alla cute.

La radice della liquirizia contiene infatti un principio attivo chiamato acido glicirretinico, una molecola studiata per le sue proprietà lenitive, riequilibranti e antiossidanti.

Ma cosa significa tutto questo per la salute del cuoio capelluto?

Il benessere dei capelli parte dalla cute

Nel mio lavoro di tecnico tricologo osservo ogni giorno persone che lamentano problemi come:

  • prurito persistente;
  • rossore;
  • sensazione di tensione della cute;
  • desquamazione;
  • eccesso di sebo;
  • capelli che appaiono più sottili e fragili.

Sebbene ogni situazione abbia caratteristiche diverse, spesso alla base di questi segnali troviamo un elemento comune: uno stato di irritazione o infiammazione del cuoio capelluto.

Quando la cute perde il proprio equilibrio, anche il follicolo pilifero può risentirne.

Per questo motivo, prima ancora di pensare al capello, è fondamentale riportare benessere al terreno da cui il capello nasce.

Cosa rende speciale l’acido glicirretinico?

L’acido glicirretinico è una sostanza ottenuta dalla radice della liquirizia.

La sua particolarità è quella di aiutare la cute a sfruttare meglio i propri meccanismi naturali di difesa contro l’infiammazione.

In parole semplici, non agisce come un farmaco, ma contribuisce a creare un ambiente più favorevole al comfort e all’equilibrio cutaneo.

Per questo motivo viene spesso inserito in prodotti cosmetici destinati a:

  • cute sensibile;
  • cuoio capelluto arrossato;
  • prurito frequente;
  • desquamazione;
  • squilibri legati all’eccesso di sebo.
Cosa dicono gli studi?

Le ricerche dermatologiche hanno evidenziato risultati interessanti nell’utilizzo dell’acido glicirretinico in condizioni caratterizzate da infiammazione e irritazione cutanea.

In particolare, alcuni studi hanno osservato miglioramenti significativi nella riduzione di:

  • rossore;
  • prurito;
  • fastidio cutaneo;

Anche nel cuoio capelluto con tendenza alla dermatite seborroica sono stati riportati benefici sul comfort della cute e sulla presenza di squame.

Naturalmente è importante ricordare che un cosmetico non sostituisce una terapia medica e non cura patologie dermatologiche.

Il suo ruolo è quello di sostenere il benessere della cute e favorire condizioni più equilibrate.

La visione di Mario

Nel metodo Depuris non cerchiamo semplicemente di coprire un sintomo.

Quando una persona lamenta prurito, sensibilità o desquamazione, la domanda che ci poniamo è:

Perché la cute sta manifestando questo disagio?

L’obiettivo non è soltanto ridurre il fastidio momentaneo, ma comprendere quali fattori stanno alterando l’equilibrio del cuoio capelluto.

Per questo motivo utilizziamo un approccio che mette al centro:

  • osservazione della cute;
  • analisi delle abitudini quotidiane;
  • scelta di attivi mirati;
  • percorsi di riequilibrio personalizzati.

In questo contesto, ingredienti come l’acido glicirretinico possono rappresentare un valido supporto per accompagnare la cute verso una condizione di maggiore comfort e stabilità.

Conclusione

La liquirizia non è soltanto una pianta conosciuta per il suo sapore caratteristico. Grazie all’acido glicirretinico, rappresenta oggi uno degli attivi più interessanti nella cosmesi dedicata al cuoio capelluto sensibile e irritato.

Non esistono ingredienti miracolosi, ma esistono sostanze che, utilizzate con competenza e all’interno di un percorso personalizzato, possono contribuire a ristabilire l’equilibrio della cute.

Perché capelli sani nascono sempre da una cute sana.

 

Fonte: Accademia di Tricologia

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