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La storia dello Shampoo

Le fonti risalgono all’antico Egitto, quando per pulire i capelli si usavano acqua, limone e aceto mescolati insieme. Era un’usanza che in seguito andò a mescolarsi con quella europea di utilizzare una specie di shampoo secco composto da erbe sminuzzate.

Con il Medioevo prese piede l’abitudine di pulire la chioma con uova sbattute in rum o brandy, un intruglio usato anche dalla principessa Sissi per curare i suoi bellissimi capelli. Bisogna però aspettare ancora qualche secolo per vedere la nascita del primo vero shampoo.

Con l’arrivo in India nel 1760, l’occidente ebbe possibilità di conoscere ed integrare alcuni usi e costumi della terra orientale, come il sapone usato dal popolo indiano. Quest’ultimo manteneva il cuoio capelluto idratato e una struttura liscia, luminosa e profumata del capello.

𝗗𝗮 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝗱𝗲𝗿𝗶𝘃𝗮 𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗮 “𝘀𝗵𝗮𝗺𝗽𝗼𝗼”?

Il termina nasce dalla lingua hindi. La parola “Champoo”, che significa “massaggiare, fare pressione”, indica l’usanza indiana di massaggiare il cuoio capelluto per favorirne l’igiene e la circolazione. A rendere lo shampoo famoso è stato Sheikh al-Din Mohammad, proveniente dal Patna, che aprì a Brighton un bagno pubblico per il lavaggio dei capelli conosciuto come “Bagni dei vapori indiani di Mahomed”. I bagni pubblici offrivano il trattamento indiano di champi, un lavaggio di capelli identico a quello di oggi, e i suoi servizi erano talmente innovativi da essere elogiati da Giorgio IV.

I coloni inglesi, dopo la scoperta del sapone indiano, andarono a cambiare il nome originale con un suono più simile alla loro pronuncia.

Fonte: Imprenditori della bellezza

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